La vergognosa vicenda di Patrick Zaki, in carcere da quasi due anni

VIDEO-INTERVISTA ad ALESSANDRO BERGONZONI. Insieme ad Amnesty International è più volte sceso in piazza a Bologna, chiedendo la scarcerazione del ricercatore e attivista egiziano.

Con una serie di assurdi e punitivi rinvii, è arrivato a quasi due anni il tempo di carcerazione preventiva per Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’ateneo di Bologna.

Tra un mese preciso, il prossimo 7 dicembre, ci sarà una nuova udienza del processo che lo vede imputato per diffusione di notizie false con il rischio di essere condannato a cinque anni di carcere.

Patrick Zaki è stato arrestato il 7 febbraio del 2020 mentre tornava a casa per una breve vacanza. Forte la mobilitazione dei cittadini italiani in questi mesi; a Bologna i suoi colleghi di università cercano di mantenere alta l'attenzione sulla vicenda, così come Amnesty international che denuncia la terribile vicenda di Patrick Zaki comune a centinaia di detenuti di cui nessuno si interessa, “colpevoli” di denunciare la violazione dei diritti umani da parte di governi autoritari e liberticidi.

E se giace in Parlamento la richiesta per riconoscere a Patrick la cittadinanza italiana,il Governo italiano continua ad intrattenere rapporti diplomatici e commerciali con l'Egitto come se niente fosse. In molte città italiane si moltiplicano le manifestazioni in solidarietà a Patrick Zaki, ma quello che serve è un atto politico forte.

Ne abbiamo parlato con Alessandro Bergonzoni, artista, attore, scrittore, da sempre attivo sul fronte dell’impegno civile..

Insieme ad Amnesty International è più volte sceso in piazza a Bologna al fianco di Patrick Zaki, chiedendo la scarcerazione del ricercatore e attivista egiziano.

Non possiamo arrivare alla condanna, dobbiamo muoverci prima e chiedere alla politica di agire, subito.

 

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