Mafia: blitz dei carabinieri a Palermo, 18 arrestati

Alla Zisa di Palermo le sirene delle gazzelle dei carabinieri suonano all’impazzata. Tra i fermati anche il figlio dell’uomo ucciso pochi giorni fa a colpi di pistola.

Mafia: blitz dei carabinieri a Palermo, 18 arrestati

Che non si fosse trattato di un semplice omicidio legato a dissidi o litigi lo avevano capito subito gli inquirenti. Infatti l’uccisione di Incontrera, al quartiere Zisa, ha portato le forze dell’ordine a scandagliare la zona e le persone coinvolte. Incontrera è stato ucciso sulla sua bicicletta elettrica mentre provava a scappare. Una vera e propria esecuzione. Gli inquirenti, dopo aver visionato le telecamere della zona, si sono resi conto che il killer con lo scooter era a volto scoperto. La dinamica è da subito chiara.

 

Già nella giornata di ieri, dopo le notizie che sono trapelate, l’uomo dal volto scoperto si è costituito, raccontando le fasi dell’omicidio legato ai futili motivi e qualche litigio. L’omicida, di 49 anni, si chiama Salvatore Fernandez. Ha parlato di litigi di vicinato e di avere agito da solo.

 

Proprio da questo omicidio è partita l’operazione che ha portato ai 18 arresti. Legati all'organizzazione criminale del mandamento di Porta Nuova di cui Incontrera ne era il cassiere. Tra gli arrestati c’è anche il figlio di Incontrera. Una famiglia dalle dinamiche criminali e mafiose ben definite.

 

Si è arrivati a questa retata grazie alla denuncia di due coraggiosi imprenditori vessati e stanchi di subire continue estorsioni. Sono state ricostruite le due estorsioni ed è stato decifrato l’organigramma del mandamento di Porta Nuova, che opera in tutta Palermo, dove l’aria è sempre cupa ed irrespirabile.

 

Sembra che in trent’anni sia cambiato poco. Queste organizzazioni criminali e la mafia hanno messo le mani sullo spaccio di droga, prima fonte di introito. Se a Palermo si alzasse un po’ di più la testa e tanti più imprenditori denunciassero questa organizzazione criminale, chiamata Cosa nostra, sparirebbe o sarebbe fortemente ostacolata. Potremmo dire che qualcosa sta realmente cambiando ma quando due imprenditori, su centinaia di attività commerciali, denunciano non possono essere lasciati soli. Questo non deve essere permesso.

 

Questo è l’elenco dei fermati:

Giuseppe Di Giovanni, 42 anni

Tommaso Lo Presti, 57 anni

Giuseppe Auteri, 47 anni

Calogero Lo Presti, 69 anni

Giuseppe Giunta, 35 anni

Domenico Lo Iacono, 46 anni

Salvatore Di Giovanni, 28 anni

Antonino Ventimiglia, 52 anni

Roberto Verdone, 51 anni

Nicolò Di Michele, 31 anni

Salvatore Incontrera, 25 anni

Antonino Stassi, 33 anni

Andrea Damiano, 44 anni

Gioacchino Pispicia, 25 anni

Antonino Bologna, 25 anni

Gioacchino Fardella, 21 anni

Leonardo Marino, 32 anni

Giorgio Stassi, 67 anni

 

 

 

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