‘Ndrangheta a Cantù, l’assessore Cattaneo: «mafie agiscono silenti ma inesorabili»

L'INTERVISTA. «Il rischio principale è quello di sottovalutare il pericolo di infiltrazione mafiose sul nostro territorio». Per questo il Comune ha istituito lo sportello di ascolto telematico. Diverse sono le iniziative antimafia, in cantiere anche progetti per promuovere la legalità nelle scuole. Ma l’attenzione resta altissima, soprattutto per le piccole imprese che stanno attraversando crisi di liquidità. Occorre rafforzare i controlli sulle procedure d’appalto.

‘Ndrangheta a Cantù, l’assessore Cattaneo: «mafie agiscono silenti ma inesorabili»
La commissione antimafia regionale a Cantù il 15 giugno 2020 - foto tratta da laprovinciadicomo.it

A distanza di pochi anni dagli sconvolgimenti delle notti del ‘Mercoledrink’ e dal clima di intimidazioni, violenze, estorsioni che ne era seguito nella centralissima Piazza Garibaldi, Cantù continua a rimanere un territorio vulnerabile.

La ‘ndrangheta è qui una minaccia costante, anche se - come abbiamo sperimentato visitando quei luoghi e facendo domande ad alcuni baristi nella piazza - la classica patina di omertà soffusa non aiuta certo a scorgerne la presenza. Se allora erano le aspre rivalità fra due clan della cellula locale di ‘ndrangheta, oggi il problema principale è rappresentato dalla crisi di liquidità di molte piccole imprese e dalla permeabilità delle pubbliche amministrazioni.

Abbiamo cercato di saperne di più intervistando l’assessore comunale ai Lavori Pubblici, alla Sicurezza e alla Legalità Maurizio Cattaneo (nella foto in basso).

Assessore, da quando si è insediato l’11 giugno 2019 sino ad oggi, quali sono state le iniziative, i progetti, le ordinanze, gli atti che il Comune di Cantù ha varato o attuato per contrastare il fenomeno 'ndrangheta?

«Sin dal nostro insediamento abbiamo voluto porre la massima attenzione ai temi di contrasto alle mafie e ai fenomeni di illegalità. Da subito abbiamo reso operativa la Consulta Sicurezza e Legalità che, grazie all’azione del Presidente Madonia in sinergia con l’amministrazione, si è riunita molte volte riuscendo, anche in tempi di pandemia, a mettere in atto numerose iniziative sul territorio. Da subito abbiamo intuito che era necessario creare uno strumento adatto a creare, in totale anonimato, segnalazioni riguardo qualsiasi tipo di attività illecita, come ad esempio avvicinamenti da parte di organizzazioni mafiose alle tante attività artigianali e commerciali che, mai come in questo momento di pandemia, devono far fronte a una grave crisi di liquiditàPer questo abbiamo creato uno sportello di ascolto telematico per raccogliere qualsiasi tipo di segnalazioni.

Abbiamo avuto [nel giugno di quest’anno, nda] un bellissimo incontro aperto ai componenti della Consulta e ai Consiglieri Comunali e trasmesso in diretta sui canali streaming del Comune di Cantù con la Presidente della Commissione Antimafia Regionale Monica Forte, la quale ha speso delle bellissime parole nei confronti della nostra Amministrazione; parole che riporto: Trovo una Amministrazione consapevole e attiva, pronta ad interventi concreti soprattutto in considerazione del grave rischio che l’attuale crisi economica e di liquidità delle imprese pone all’attenzione di istituzioni e società civile per impedire che le mafie si impossessino di una cospicua fetta della nostra economia legale… L’incontro di oggi è il segnale che questo territorio ha bisogno di parlare del grande problema delle mafie che è diventato ancora più grave dopo l’emergenza sanitaria. Lo sportello istituito dal Comune di Cantù rappresenta un’iniziativa lodevole perché con questo strumento sarà possibile raccogliere istanze ed eventuali segnalazioni da parte dei cittadiniÈ significativo che proprio il Comune di Cantù, balzato agli onori delle cronache per la ‘ndrangheta nel 2019, abbia adottato questo approccio propositivo. Mi ha fatto piacere notare uno striscione contro le mafie esposto all’ingresso del Municipio: questo significa che il territorio ha ormai preso consapevolezza dell’esistenza della criminalità organizzata. Mi auguro che anche le altre Amministrazioni Comunali seguano l’esempio positivo del Comune di Cantù: questo è l’atteggiamento giusto per combattere le mafie’.

Il giorno 21 marzo, in occasione della giornata nazionale della memoria e dell’impegno per le vittime di mafia avremmo voluto organizzare un incontro pubblico in P.zza Garibaldi per leggere il nome delle vittime, ma il periodo emergenziale legato al Covid non lo ha consentito, ho però fatto una diretta sulla mia pagina Facebook nella quale ho letto tutti i più di mille nomi delle vittime.

Il giorno 23 di maggio, in occasione dell’anniversario della morte di Giovanni Falcone, con il Sindaco Alice Galbiati abbiamo voluto ricordare con un minuto di silenzio e la posa di uno striscione commemorativo la tragica scomparsa nell’attentato di Capaci; striscione che, oltre all’immagine del Giudice simbolo della lotta alle mafie riportava una dicitura NO mafie [nella foto principale].

Sempre con la Consulta abbiamo deciso di intitolare un parco cittadino alla memoria di Paolo Borsellino e Giovanni FalconeAbbiamo instaurato un coinvolgimento delle scuole canturine per chiedere la realizzazione di alcuni oggetti di arredo urbano proprio per il parco in oggetto e la creazione di un dolce della Legalità. Il tutto ideato e realizzato dagli studenti dell’Enaip di Cantù. Vi sono in cantiere molte altre iniziative, seminari, incontri e visite guidate che speriamo possano concretizzarsi nel breve, Covid permettendo.»

Quali sono i sentimenti che a lei, nella sua veste istituzionale, sono pervenuti dai suoi concittadini sul tema ‘ndrangheta e mafie? Occorre una maggiore sensibilizzazione per far sì che i cittadini di Cantù non smettano mai di denunciare?

«Il mio personale pensiero è che non si deve mai abbassare la guardia, perché purtroppo, le mafie agiscono silenti ma inesorabili. Da qui il rischio principale è proprio quello di sottovalutare il pericolo che invece c’è di infiltrazione mafiose sul nostro territorio. Per questo bisogna assolutamente sensibilizzare i cittadini, gli studenti e le associazioni tutte, a una massima attenzione a questi pericoli, dando a loro strumenti come lo sportello di ascolto che abbiamo reso operativo. Bisogna parlarne, fare informazione nelle scuole e creare il maggior numero di iniziative possibili per fa capire che il nostro territorio è CONTRO le mafie

Il controllo del territorio è uno dei tratti caratteristici di organizzazioni criminali come la ‘ndrangheta. Appalti e concessioni edilizie sono un modo per appropriarsene. Allo stato, qual è il grado di rischio, secondo lei, che la ‘ndrangheta possa infiltrarsi nella P.A. al fine di estendere il proprio controllo sul territorio e alimentare forme di corruzione (come successo a Pavia, nel caso dell’operazione Infinito del 2010)?

«Il rischio è altissimo, per questo bisogna prestare la massima attenzione, negli appalti pubblici e nei numerosi cantieri sul nostro territorio. Per questo i comuni devono attuare tutti i rigorosi controlli sia in fase di gare d’appalto, ma anche in fase di aggiudicazione ed esecuzione dei lavori. Bisogna fare tutto il possibile per evitare che tra la criminalità organizzata e la pubblica amministrazione e il mondo politico si possano creare legami per favorire il radicamento delle mafie sul territorio.»