Riapertura AST di Terni: sicurezza dei lavoratori o urgenza di produzione?

Il DPCM parla di attività necessarie per le quali non è previsto il blocco: ci chiediamo se AST rientri fra queste (la proprietà  sostiene la appartenenza ad una filiera dove la  produzione di acciaio diventa indispensabile alle produzioni sanitarie) o se invece,ancora una volta,  le regole forsennate del mercato, gli equilibri finanziari, la sete di fare cassa non prendano il sopravvento sulla necessità di garantire la salute e il benessere dei lavoratori e di una città nel suo complesso.

Riapertura AST di Terni:  sicurezza dei lavoratori o urgenza di produzione?

E così domani 6 aprile alle ore 6:00 si riavvia la produzione alle acciaierie AST di Terni, pur se in maniera graduale e per alcune produzioni. 
Il prefetto di Terni Emilio Dario Sensi,  ha infatti concesso il nulla osta, a seguito di una istruttoria svoltasi con l'ausilio  del Comando Provinciale della Guardia di Finanza il cui esito ha portato alla decisione di riavviare l' impianto di Viale Brin. Si legge nel comunicato che “non sono emersi elementi ostativi alla prosecuzione della attività “.
Le segreterie di FIM-FIOM-UILM-FISMIC-UGL-USB, pur prendono atto della decisione, ribadiscono la preoccupazione per il persistere di una situazione endemica e sanitaria tutt'altro che risolta.
Ferma la decisione dei vertici aziendali di AST che sottolineano il rischio di gravi perdite economiche qualora la produzione sospesa spingesse i clienti a rivolgersi altrove per trovare materiale. 

Una situazione alquanto complessa, in una fabbrica che conta più di 3000 operai (provenienti da tutta la regione) e che comporta la presenza di molti lavoratori a turno nei vari reparti anche in regime ridotto.
La preoccupazione dei Rappresenti sindacali, RSU e RLS che stanno seguendo incessantemente la situazione in AST sin dall’inizio della pandemia (e che ribadiscono come la ripresa della produzione possa ancora rappresentare un pericolo); degli operai  e di una intera comunità, resta legata alla difficoltà nel garantire distanze di sicurezza minime durante lo svolgimento delle mansioni e il rispetto delle disposizioni e dei protocolli  necessari ad evitare il rischio di contagio. Per questo gli organi preposti resteranno a vigilare questa ripresa per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Per ora quindi la situazione resta questa: da domani AST riprende la produzione; verrà disposta per altre due settimane la cassa  integrazione; l’Azienda si impegna a fornire i dispositivi di sicurezza; e’ confermato il blocco degli straordinari. 

Il DPCM parla di attività necessarie per le quali non è previsto il blocco : ci chiediamo se AST rientri fra queste (la proprietà  sostiene la appartenenza ad una filiera dove la  produzione di acciaio diventa indispensabile alle produzioni sanitarie) o se invece,ancora una volta,  le regole forsennate del mercato, gli equilibri finanziari,la sete di fare cassa non prendano il sopravvento sulla necessità di garantire la salute e il benessere dei lavoratori e di una città nel suo complesso.

I vertici AST ritengono indispensabile la scelta di riavviare la produzione per non “perdere quote di mercato“.
Non si vuole assolutamente sottovalutare il fattore economico collegato alle restrizioni imposte a seguito diffusione del covid19, per AST e per tutte le aziende italiane: ma resta fortissimo il timore che questo possa mettere a rischio i lavoratori, le loro famiglie, la comunità nel suo complesso. Ad oggi i dati relativi a contagi e decessi a Terni, se paragonati ad altre realtà del territorio nazionale,  sono limitati. Il timore per la ripresa di una attività produttiva che prevede comunque numeri importanti di  personale impegnato, inevitabilmente crea preoccupazione anche sul mantenimento di questo trend.
Lavorare si, ma rischiare no, non è accettabile. Anche la proposta di  “premio “, un riconoscimento economico per chi è costretto a tornare in servizio (avanzato da più parti), non fa che ribadire l’eccezionalità del tornare in fabbrica nonostante una epidemia mondiale che registra numeri terrificanti

Abbiamo provato, ma senza successo, a contattare il Sindaco di Terni Leonardo Latini.

Riportiamo un estratto dal.suo comunicato sul sito del Comune. 
"Con riferimento alla maggiore azienda del nostro comprensorio, in queste settimane il mio contatto a livello istituzionale è stato frequente e preoccupato, con l’obiettivo di dare un contributo fattivo, nei limiti delle mie competenze e prerogative di legge".
"Nel momento in cui le norme nazionali, come interpretate a livello locale dagli organi di rappresentanza territoriale del Governo, consentono la ripresa dell’attività di AST, ho rappresentato in tutte le interlocuzioni l’assoluta necessità che siano rispettate tutte le prescrizioni e che vengano adottate tutte le misure di controllo e di verifica a salvaguardia della sicurezza e della salute dei lavoratori e delle loro famiglie".
"Nelle prossime ore, nei prossimi giorni continuerò ad esercitare il mio ruolo che ritengo doveroso porre in essere a tutela dei lavoratori e dei cittadini ternani, della loro salute e del loro futuro".
Al momento non si registrano dichiarazioni della Presidente della regione Tesei.