Acciaierie di Terni: preoccupazione e rabbia

In queste ore ci sarà un nuovo incontro fra le segreterie dei metalmeccanici.

Acciaierie di Terni: preoccupazione e rabbia

Non si respira un buon clima alle acciaierie di Terni: c'è preoccupazione e rabbia tra  gli operai in un momento tanto difficile a causa del coronavirus. In queste ore ci sarà un nuovo incontro fra le segreterie dei metalmeccanici per valutare la proposta elaborata dell'azienda:  cassa integrazione per due settimane, a partire dal 14 marzo.

La questione da chiarire e se la cassa integrazione sarà valida per tutti i  lavoratori, anche quelli dell'indotto e delle ditte, o solo per i lavoratori AST. Attualmente sono ancora fermi gran parte degli impianti in Ast, per l'assenza di lavoratori. Circa 200 hanno presentato, nei giorni scorsi, il certificato medico.
Il neo costituito Comitato di gestione crisi vigilerà sulla applicazione e il rispetto delle misure di contenimento del contagio; per le RSU la richiesta è sempre quella di una puntuale osservanza delle norme a tutela dei lavoratori pur se nella difficoltà delle condizioni di lavoro.

Sicuramente non sono sufficienti i ringraziamenti ai lavoratori di viale Brin per il lavoro svolto da parte della proprietà. L' Azienda non sembra, per il momento, intenzionata a fermare gli impianti e la produzione.
Nel frattempo, a livello nazionale, a causa del sempre maggior numero di contagiati, qualcuno inizia a parlare di eventuali nuove prescrizioni che potrebbero, quindi, comportare il fermo anche per molte aziende del territorio italiano. Forse questo potrebbe placare contrasti difficilmente superabili.