Taranto avanti tutta!

LA BATTAGLIA. Un colpo di scena a Taranto, un altro grande punto messo a segno da parte dei tanti tarantini che da anni si battono per la propria terra  e contro chi sta devastando la città. L’ Associazione Genitori Tarantini hanno presentato una class action. Si tratta della prima class action con richiesta di inibitoria  nella storia della Repubblica italiana contro Acciaierie d'Italia Holding s.p.a., Acciaierie d'Italia s.p.a. e Ilva s.p.a.

Taranto avanti tutta!

Un colpo di scena a Taranto, un altro grande punto messo a segno da parte dei tanti tarantini che da anni si battono per la propria terra e contro chi sta devastando la città. L’Associazione Genitori Tarantini, assistiti dagli avvocati Rizzo Striano e Amenduni, hanno presentato la prima class action con richiesta di inibitoria nella storia della Repubblica italiana contro Acciaierie d'Italia Holding s.p.a., Acciaierie d'Italia s.p.a. e Ilva s.p.a.

 

Il tribunale di Milano, a firma del presidente Angelo Mambriani, ha già fissato l'udienza per il 2 dicembre 2021.

 

Dicono dall'Associazione: “Siamo orgogliosi di giocare una nuova mano in questa infinita partita per il riconoscimento dei diritti dei tarantini e del loro ambiente.”

 

Mentre la politica locale e nazionale resta ferma senza fare nulla di concreto per tutelare una popolazione costretta a pagare un prezzo altissimo a causa della presenza dell’ex Ilva, mentre mamme e papà tarantini vivono la terribile esperienza della malattia oncologica dei loro figli, vedendoli spesso morire dopo anni di sofferenza, mentre studi sempre più approfonditi hanno ormai dimostrato il collegamento tra fumi tossici e malattie mortali (un studio pubblicato dalla rivista Environmental Research registra a Taranto una mortalità con punte superiori al 50% rispetto all’intera regione, proprio nei quartieri più vicini all'area industriale, come ha denunciato l’associazione Peacelink). Mentre il tempo passa, i tarantini non si sono mai arresi.

 

Hanno denunciato, hanno scritto lettere e appelli alle alte cariche dello Stato, hanno manifestato in piazza, hanno pianto, ma non hanno mai ceduto. L’ultima azione, dirompente e inaspettata, è questa class action che consente di ottenere l’inibitoria nei confronti di comportamenti illeciti da parte delle imprese.

Un altro tassello importante nella lunga battaglia dei cittadini di Taranto per tutelare la propria salute, il territorio e per difendersi da una produzione industriale che non è ricchezza, ma distruzione.

 

 

Ecco il comunicato stampa dell’Associazione Genitori tarantini

 

«In seguito alla recente entrata in vigore della riforma della class action, è stata introdotta nel codice di procedura civile una norma che consente di ottenere l’inibitoria di comportamenti illeciti da parte delle imprese su ricorso di soggetti aventi interessi omogenei.

 

Abbiamo deciso di avvalerci di tale norma e di promuovere un azione inibitoria collettiva contro Acciaierie d’Italia Holding s.p.a., Acciaierie d’Italia s.p.a. e contro ILVA s.p.a., al fine di ottenere la cessazione delle loro condotte che provocano danni ingiusti ai residenti, per la lesione del diritto alla salute e del diritto al tranquillo svolgimento della vita familiare causati dall’inquinamento da parte di impianti tuttora non rispettosi delle norme di qualità ambientali.

L’iniziativa è sorta all’interno della nostra associazione Genitori Tarantini ETS che, non avendo la legittimazione a proporla in proprio, ha cercato e trovato il sostegno di persone fisiche, coraggiose ed altruiste, da tempo impegnate nella lotta che condividiamo, le quali hanno deciso di agire in proprio spendendo il loro nome.

Il nostro immenso ringraziamento va dunque a: Cinzia Zaninelli, Massimo Castellana,Simona Peluso, Aurelio Rebuzzi, Salvatore Magnotta, Emilia Albano, Giuseppe D’Aloia, Antonella Coronese, Serena Battista, Giuseppe Roberto e il piccolo Andrea Simon.

La competenza per territorio è del Tribunale di Milano, dove hanno sede legale le imprese avversarie.

 

I nostri legali, avv.ti Maurizio Rizzo Striano ed Ascanio Amenduni, hanno pertanto proposto nel luglio scorso, ai sensi dell’art. 840 sexiesdecies cod. proc. civ., anche in via propedeutica alla class action risarcitoria, un giudizio di inibitoria chiedendo, in via principale, al fine di prevenire l’aggravarsi dei danni, la chiusura dell’area a caldo.

 

In via subordinata, ove la richiesta della chiusura non venisse accolta, gli Avvocati Rizzo Striano e Amenduni hanno chiesto al giudice di imporre il rispetto del diritto al clima, ordinando uno stringente piano di abbattimento delle emissioni dei gas ad effetto serra di cui gli impianti dell’ILVA sono i maggiori diffusori in Italia. Non si comprende infatti il motivo per cui nel PNIEC l’abbattimento è previsto per tutti gli impianti a combustione di carbone mentre nulla si dice con riguardo a quelli dell’ILVA.

 

Il premier Draghi ha affermato proprio qualche giorno fa che stiamo andando verso la catastrofe climatica e che occorre fare di più. Ci aspettiamo, quindi, che il Governo intervenga in giudizio per sostenere ed appoggiare le nostre richieste: lo imporrebbe un minimo di coerenza tra dichiarazioni e azioni concrete.

 

Il giudice relatore della causa sarà il Presidente della sezione impresa del Tribunale di Milano, dott. Angelo Mambriani, il quale ha fissato l’udienza di discussione davanti al Collegio in Camera di Consiglio per il giorno 2 dicembre 2021, ore 12;15.

Esaurita la fase inibitoria, e all’esito della stessa, è nostra intenzione di farci promotori di separata class action risarcitoria, alla quale potranno aderire tutti coloro che sono residenti in Taranto e comuni limitrofi, al fine di ottenere il ristoro dei danni individuali. A tal proposito daremo istruzioni su come aderire tramite web (non vi sono spese a carico di chi aderirà).

 

Come associazione Genitori Tarantini ci impegneremo a dare tutto il nostro sostegno ai nostri amici e compagni di lotta, sperando che l’iniziativa susciti solidarietà e condivisione da parte della cittadinanza affinché la città di Taranto e la sua provincia siano definitivamente liberate dalla schiavitù industriale che continua ad avvelenare noi, i nostri figli, il nostro ambiente, mietendo vittime innocenti.» 

 

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