Torna il fascio littorio nel capoluogo umbro. Ed è rivolta

Il PRESIDIO è stato promosso dalla “Rete 10 dicembre e oltre” per chiedere all'amministrazione comunale di ricoprire i due fasci littori riapparsi dopo il restauro del Mercato coperto e da quel momento resi visibili.

Torna il fascio littorio nel capoluogo umbro. Ed è rivolta

PERUGIA. Si svolgerà domani alle ore 18:00 in piazza IV novembre il presidio promosso dalla “Rete 10 dicembre e oltre” per chiedere all'amministrazione comunale di ricoprire i due fasci littori riapparsi dopo il restauro del Mercato coperto e da quel momento resi visibili.

I simboli del partito fascista sono stati restaurati e riportati alla luce dopo essere stati coperti subito dopo la Liberazione proprio per voler in qualche modo "cancellare" gli anni peggiori del nostro paese.

 

I cittadini del capoluogo umbro si rifiutano di vedere accanto allo stemma della città di Perugia, quel maledetto simbolo del fascismo.

Non possono tacere i parenti delle tante vittime della dittatura fascista, per i quali quei fasci sono il simbolo del dolore e della morte, l'ennesima occasione per riaprire una ferita mai chiusa.

 

La questione dell’effige fascista è diventata oggetto di una interrogazione parlamentare presentata da Sinistra Italiana, primo firmatario Nicola Fratoianni, nella quale si chiede al Ministro Franceschini la rimozione dei fasci littori e la loro ricollocazione presso un sito museale. “La tutela dei beni architettonici e storici non può giustificare addirittura il ripristino di simboli del Partito e del regime fascista" si legge nel testo.


Purtroppo la simbologia si fa sostanza quando quelle idee muovono ancora oggi gruppi razzisti e xenofobi sempre più pericolosamente attivi sul territorio nazionale.

Non è tollerabile riportare alla luce l'immagine di un periodo tanto terribile che ha segnato per sempre la storia del nostro paese. Non è accettabile soprattutto oggi che nostalgici e nuovi “simpatizzanti” vorrebbero riabilitare tale scempio, negando la violenza e la morte che ne sono stati gli elementi portanti.

 

Abbiamo raccolto la testimonianza del Professore Mauro Volpi (nella foto in basso), costituzionalista e firmatario dell'appello sottoscritto da 59 docenti delle due Università di Perugia con il quale si chiede alle autorità cittadine di rimuovere i fasci e consegnarli ad una più congrua fruizione museale.


 

Professor Volpi il presidio di martedì sarà aperto dall’Anpi; i cittadini di Perugia proprio non ci stanno all'esposizione dei fasci littori riportati alla luce al Mercato coperto dall'amministrazione comunale. Secondo lei, si è sottovalutato il gesto, da parte del Comune, o piuttosto vi è una volontaria riedizione dei valori del fascismo?

«Sicuramente non possono accettarlo i cittadini democratici e antifascisti: l'esposizione di un simbolo che ricorda un regime autoritario e razzista in un edificio al centro della città sarebbe un’offesa per Perugia e per le sue tradizioni democratiche, repubblicane e antifasciste.» 


I fasci littori erano stati coperti subito dopo la Liberazione: "l'effige del partito fascista, marchio di un regime che ha costretto l'Italia alla sua pagina più buia”, dicono gli organizzatori. Una scelta che per molti non tiene nella giusta considerazione la sofferenza delle tantissime vittime del fascismo e delle loro famiglie. È così?

«Si cerca di giustificare l’esposizione del fascio littorio dicendo che è il ricordo storico di un monumento. Ma si dimentica che quel simbolo è stato ricoperto e tale è rimasto per 76 anni. Anche questo è un fatto storico e rappresenta la storia della Repubblica democratica. Nell’appello dei professori universitari che ho sottoscritto si sottolinea il dolore che proverebbe Liliana Segre o qualsiasi altra vittima dell’Olocausto che venisse a Perugia e vedesse quel simbolo esposto a fianco dell’emblema della città.»


Sembra farsi sempre più “normale” e socialmente accettato, un ritorno a parole e simboli del regime. Non mancano tributi alla figura di dittatori sanguinari e violenti, che tanto male hanno provocato al nostro paese. Le parole e la simbologia, appartengono ad una storia ormai passata o lei vede il pericolo di una recrudescenza di quella ideologia?
«Vedo che ci sono movimenti e organizzazioni che si richiamano esplicitamente al fascismo, ai suoi simboli, ai suoi slogan. Ma quel che è più grave è assistere alle dichiarazioni di esponenti politici di partiti importanti che sdoganano personalità fasciste, usano parole d’ordine xenofobe e pretendono di mettere sullo stesso piano chi ha combattuto dalla parte del nazifascismo per soggiogare l’Europa e il mondo e chi si è opposto e ha difeso la libertà dei popoli.»

 

La nostra Costituzione, nata proprio dall’antifascismo, viene troppo spesso dimenticata. I sondaggi danno in testa la Lega e Fratelli d’Italia, partiti i cui leader non si sono mai dichiarati antifascisti e non si sono mai discostati da quelle idee. Cosa è accaduto in un paese come il nostro di “partigiani” che hanno fatto la Resistenza e che hanno modificato per sempre la storia dell’Italia?

 «La Costituzione non solo vieta la ricostituzione sotto qualsiasi forma del disciolto partito fascista, ma tutti i principi e i diritti della sua prima parte hanno un’evidente ispirazione antifascista. I leader della destra estrema sono soliti attaccare spesso l’antifascismo, mentre mai si pronunciano apertamente contro il regime fascista e i disastri che ha prodotto.

In Italia è mancata una politica che sapesse rispondere adeguatamente ai bisogni popolari e sociali e soprattutto un’educazione delle nuove generazioni che mantenesse viva la memoria, senza la quale un popolo è destinato a smarrirsi e a essere preda di una propaganda demagogica, come quella che si è affermata nelle “democrazie illiberali” che oggi caratterizzano l’Ungheria e la Polonia.»

 

Professore cosa vi aspettate da questa mobilitazione: l'amministrazione comunale tornerà sui suoi passi, e oscurerà di nuovo i fasci, o resterà sulle proprie posizioni?

«Credo che vi sia stata una forte superficialità da parte sia della Soprintendenza sia del Comune nel sottovalutare la politicità della riscoperta del fascio littorio e il pericolo che diventi

punto di riferimento di manifestazioni e slogan nostalgici. Auspico che il Comune provveda a ricoprire quel simbolo di morte o lo collochi in un luogo chiuso nel quale si possa dare testimonianza di cosa ha significato e di quale regime aberrante ha rappresentato.» 

 

Il presidio sarà aperto dall'Anpi, ci saranno interventi di associazioni e sindacati, docenti e studenti universitari e rappresentanti istituzionali.

 

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Hanno aderito all'appello della “Rete 10 dicembre e oltre”

Anpi provinciale di Perugia

Cgil Perugia

Emergency Perugia

Sinistra Universitaria Udu Perugia

Rete degli Studenti

Udi Perugia

Libera Umbria

Libertà e Giustizia Perugia

Omphalos LGBTI

Società Mutuo Soccorso Perugia

Lega Spi Cgil Perugia

Legambiente Perugia Valli del Tevere

Idee Persone Perugia

Sinistra Italiana Perugia

Gruppo PD Comune di Perugia

AltroVento Umbria

Circolo Primo Maggio

Ya Basta! Perugia

Articolo Uno Perugia

Gruppo consiliare Rete Civica Giubilei

Coordinamento per la Democrazia Costituzionale dell'Umbria

 

QUESTO E’ IL TESTO DELLA INTERROGAZIONE PRESENTATA DA FRATOIANNI:

Al Ministro della cultura. — Per sapere – premesso che:

durante i lavori di restauro, nel «nuovo» Mercato coperto di Perugia sono tornati alla luce due fasci littori coperti da decenni;

il Mercato fu realizzato in epoca fascista e inaugurato nel 1932, tanto che, accanto ai fasci, è riportata la data relativa all'anno decimo della marcia su Roma;

a parere dell'interrogante la presenza dei due fasci littori esposti in una struttura così importante per la città e peraltro posti accanto al grifo, simbolo della città, non offrirebbe ai cittadini e alle cittadine di Perugia né tantomeno a turisti e visitatori un'immagine veramente rappresentativa della storia, del patrimonio culturale e dei valori di cui Perugia è portatrice;

il fascio littorio è il simbolo del Partito nazionale fascista e riporta alla memoria quel regime autoritario che ha drammaticamente segnato la storia del nostro Paese e che andrebbe condannato in modo unanime e non celebrato esponendone i simboli in pubbliche piazze e negli edifici delle città;

da quanto si apprende la Soprintendenza avrebbe confermato l'intenzione di mantenere il recupero dei dipinti murali, così come sono riportati nei documenti all'epoca dell'inaugurazione nel 1932;

la tutela dei beni architettonici e storici non può giustificare addirittura il ripristino di simboli del Partito e del regime fascista e, a parere dell'interrogante, la restaurazione di un reperto storico, anche di epoca fascista, è altra cosa dall'esporlo in un luogo pubblico e, per rispetto della storia della città di Perugia e della nostra Costituzione, nata proprio dalla liberazione dal nazifascismo, sarebbe più opportuno che i due fasci littori venissero coperti o, come alternativa alla pubblica esposizione, rimossi dalle pareti del mercato coperto e musealizzati, in modo da inserire tale reperto storico in un contesto più adeguato così da tenere viva la memoria rispetto al periodo fascista che, secondo l'interrogante, non va dimenticato ma raccontato e giudicato per quello che è stato: un regime violento e repressivo –:

se risultino orientamenti e valutazioni della Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio dell'Umbria in ordine alla possibilità di ricoprire i fasci littori riemersi durante i lavori di restauro del mercato coperto di Perugia o, in alternativa, di rimuovere gli stessi e collocarli all'interno di un museo, evitando così in ogni modo che il simbolo del Partito nazionale fascista possa essere indebitamente accostato al nome, al simbolo e all'immagine della città di Perugia.
(4-10157)

 

Atto Camera, Interrogazione a risposta scritta 4-10157, presentato da FRATOIANNI Nicola testo di

Martedì 7 settembre 2021, seduta n. 559