Torniamo a parlare di Domenico Lucano, ex sindaco di Riace

Lo abbiamo ascoltato mesi fa subito dopo la condanna in primo grado a 13 anni e 2 mesi: il suo progetto di accoglienza a Riace, “trasformato” in una associazione per delinquere. Gravissime le accuse: associazione a delinquere, peculato, truffa, abuso d’ufficio. “Sono stato condannato a più anni di un mafioso” disse Mimmo a gennaio.

Pochi giorni fa la sentenza di appello che conferma l’impianto accusatorio; pesantissima la condanna richiesta di 10 anni e 5 mesi.

Ne parliamo con Vauro, vignettista e scrittore, amico del sindaco calabrese, e con il professore Giancarlo Costabile, ricercatore e docente di storia all’educazione e alla legalità presso l’ateneo di Rende (Cosenza).

Riace nel mondo è considerata un illuminato progetto di integrazione e sviluppo, Mimmo Lucano è stato premiato e invitato a presentare il Villaggio Globale ovunque.

La sua idea di integrazione e solidarietà ha dato una seconda occasione di vita a tante donne, uomini e bambini in fuga dalle guerre, dalla fame, dalla disperazione e arrivati sulle nostre coste. “ E’ stato il vento” come racconta Lucano commosso ogni volta che ne parla.

Un borgo, quello di Riace, che è tornato ad animarsi dopo anni di abbandono e silenzio.

La Locride a fare da sfondo, un territorio bellissimo e maledetto dove ndrangheta e massoneria la fanno da padroni obbligando i suoi figli migliori ad emigrare.

Modello Riace o associazione per delinquere?

Siamo convinti che Domenico Lucano paghi un caro prezzo: quello di aver dimostrato che una gestione virtuosa dei migranti esiste e si può fare.

 

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