Video intervista all'operaio di Taranto licenziato

VELENI & LAVORO. Dopo un post su Facebook, nel quale invitava a seguire la fiction Mediaset “Svegliati amore mio” Riccardo Cristello è stato sospeso e poi immediatamente licenziato.

Abbiamo intervistato Riccardo Cristello, che lavora da 21 anni alla acciaieria di Taranto. 

Dopo un post su facebook, nel quale invitava a seguire la fiction Mediaset “Svegliati amore mio” Riccardo è stato sospeso e poi immediatamente licenziato.

Nel film si narra la storia di una famiglia che vive la terribile esperienza di malattia della figlia, una bambina affetta da una grave patologia dovuta all’esposizione dei veleni immessi nell’ambiente dalla Ghisal, una grande fabbrica il cui nome è di fantasia e che non viene collocata con precisione in alcun luogo.

La dirigenza di ArcelorMittal ha ritenuto il tono del post denigratorio e lesivo della propria immagine, così ha sospeso Riccardo per poi licenziarlo, mentre un suo collega (sospeso per gli stessi motivi) è stato reintegrato dopo pubbliche scuse all’azienda.

La gravità di questo licenziamento la dice lunga sul clima teso in cui si trovano i lavoratori dell’ex Ilva di Taranto, che non possono come sembrerebbe neanche esprimere liberamente un pensiero o condividere una considerazione. Le condizioni di lavoro all’interno della fabbrica - da quello che ci raccontano alcuni rappresentanti sindacali - sono critiche anche per la mancanza di manutenzione degli impianti.

Riccardo annuncia ricorso sperando di essere reintegrato. Una vicenda che ha destato molta rabbia e indignazione tanto da avere un risalto nazionale. Lo stesso Ministro del Lavoro Andrea Orlando se ne starebbe occupando, annunciando di voler approfondire la questione con l’ad di AM Lucia Morselli.

Un licenziamento che riporta finalmente su un piano nazionale la questione Taranto, dove da decenni i cittadini chiedono di essere ascoltati per la gravissima questione ambientale. Sarebbe difficile non collegare alla fiction la situazione tarantina, così come tutte quelle realtà territoriali che stanno pagando un prezzo altissimo per la presenza di fonti di inquinamento che tutto devastano.

La comunità di Taranto sta lottando per i propri figli, vittime innocenti di una produzione tanto impattante da rendere la città una di quelle maggiormente “attenzionate” per l’alto numero di malattie infantili.

Taranto è stanca di piangere i propri bambini costretti a respirare l'irrespirabile.

di Mauro Biani

La dirigenza ha pensato bene di arrivare al più estremo dei provvedimenti, il licenziamento, per evitare magari che in futuro qualcuno degli operai possa denunciare o esprimersi sull’operato della stessa. Una vicenda gravissima che deve riportare al centro della discussione il tema della sostenibilità ambientale e la condizione di tutti i lavoratori che in questo paese hanno perso gran parte dei diritti guadagnati in anni di battaglie.

Il 13 maggio ci sarà la sentenza dei Consiglio di Stato: si deciderà se verranno chiusi o meno gli impianti inquinanti così come disposto da un’ordinanza del Sindaco.

Un altro tassello fondamentale di una vicenda che ci riguarda tutti.

 

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di Massimo Wertmuller

 

 

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