Cosa rispondete alle accuse? «Con il nuovo corso sostituiremo tutto»

AMARCORD DI TRE ANNI FA. Di cantieri, autostrade, sequestri e situazioni più o meno accettabili.

Cosa rispondete alle accuse? «Con il nuovo corso sostituiremo tutto»

Sabato 4 febbraio è stato funestato dal drammatico incidente mortale avvenuto sull’autostrada A14, nei pressi di Grottammare, in cui sono morti un padre e due figli. In quel tratto è attivo uno dei cantieri, presenti ormai da anni sul tratto abruzzese-marchigiano, e si procede ad un’unica corsia.

«Questa situazione è diventata per noi insostenibile e inaccettabile, sotto tutti i punti di vista possibili, prima di tutto la perdita di vite umane per le quali esprimo profondo dolore e cordoglio» ha tuonato il governatore delle Marche Francesco Acquaroli annunciando che, insieme al suo omologo abruzzese e collega di partito in Fratelli D’Italia Marco Marsilio, ha richiesto «un ulteriore incontro urgente con ASPI, Autostrade per l'Italia, al fine di provvedere a garantire la massima sicurezza possibile anche rimodulando i cantieri».

L'emergenza sanitaria esplosa e deflagrata in tutta Italia a marzo di tre anni fa ha cancellato molta memoria di quanto accaduto prima. A cavallo tra il dicembre 2019 e il gennaio 2020 la vicenda autostrade nel tratto tra Pescara e le Marche conquistò l'attenzione mediatica e istituzionale. Quanto riportato nel titolo di quest’articolo è la sintesi della risposta di una collaboratrice dell’ufficio stampa di Autostrade per l’Italia ad una precisa domanda su quanto riportato nei provvedimenti del GIP di Avellino. Provvedimenti relativi ad alcuni sequestri disposti sul tratto tra Pescara e le Marche e che portarono alla “emergenza code” che conquistò per settimane l’attenzione di sindaci ed istituzioni e della stampa locale. Prima di ricostruire cosa pubblicammo tre anni fa alcune premesse sono d’obbligo.

La prima è relativa agli sviluppi successivi della vicenda: dopo vari rigetti il GIP di Avellino iniziò ad accogliere le istanze della società e partirono molti cantieri.

La seconda dovrebbe essere perfino scontata ed ovvia: non ci sono stati ancora processi e sentenze (ed ovviamente potrebbero non esserci mai) su quanto sollevato allora e quindi tutti i coinvolti vanno considerati secondo Costituzione italiana innocenti di qualsivoglia accusa.

La terza è ancora più scontata ed ovvia: quanto scrivemmo tre anni fa si riferisce a quel periodo, a quanto accaduto precedentemente alla pubblicazione degli articoli. Riproponiamo tutto perché le parole del governatore Acquaroli e l’intervento congiunto con l’omologo abruzzese impongono una ricostruzione storica, impongono ricordare che nulla accade per caso o per un fato calato dall’alto.

E l’orientamento che si diffuse, soprattutto qui in Abruzzo, su «colpe» e «colpevoli» - triste copione che si ripete fin troppe volte in questa Regione e in questo Paese – non può essere dimenticato ed imporrebbe ancora oggi riflessioni e onestà intellettuale.

[…] Sindaci pronti a tempestare di lettere e telefonate il gip di Avellino: un coro dell’arco costituzionale, dalla destra – arrivata a sostenere che la sicurezza è importante ma anche il gip deve capire - a pezzi del centrosinistra (si fa per dire, ovviamente) arrivati a descrivere scenari post apocalittici, devastanti. Se fosse arrivato in Abruzzo un marziano o un turista da paesi lontani davanti a queste «cronache» poteva solo pensare "poveri abruzzesi, sono ostaggio di cattivi che si stanno divertendo alle loro spalle".  

Siccome non ci interessa la propaganda ma solo atti e fatti, proviamo un attimo a ripercorrere la vicenda leggendo quanto disposto nel tempo dai giudici di Avellino, da cui tutto è iniziato.

Abbiamo contattato la società per avere la loro versione e cercare di fornire ai nostri lettori l’informazione più ampia e corretta possibile. Al nostro secondo tentativo una fonte vicina ad Autostrade ci ha rilasciato alcune dichiarazioni. […]alcuni provvedimenti di sequestro che hanno coinvolto altre regioni tra cui l’Abruzzo, dove i sequestri hanno interessato soprattutto il tratto autostradale della Provincia di Teramo. Secondo l’ordinanza di sequestro del gip di Avellino dopo l’incidente del 2013, da cui è partita l’inchiesta della Procura, ASPI sostituì in tutta Italia gli ancoraggi con barre filettate fissate con malta cementizia, «compromettendo notevolmente la capacità di contenimento delle barriere in caso di urto con veicolo pesante» (citiamo testualmente dall’ordinanza), secondo un tecnico del ministero meno costosi.

Tra il 2018 e il 2019 ci furono pareri negativi alle richieste del concessionario di omologazione perché non darebbero un’adeguata sicurezza; nel luglio del 2019 il Ministero dei Trasporti ordinò di sostituirle. La fonte vicina ad Autostrade ci ha sottolineato che queste contestazioni ci furono «in una prima fase» e che il nuovo amministratore delegato e il «nuovo corso aziendale» prevedono la sostituzione di «barriere e ganci sull’A16 e l’A14 seguendo anche le indicazioni della struttura tecnica del Ministero».  

In uno dei primi dispositivi del Gip di Avellino viene scritto addirittura il sequestro è «l’unica soluzione al momento concretamente praticabile per evitare il protrarsi di una condizione di insicurezza nella circolazione stradale idonea a cagionare, anche sull’A14, un evento disastroso di proporzioni analoghe a quello verificatosi in data 28.7.2013 lungo il viadotto Acqualonga dell’Autostrada A16 in seguito al quale alcun efficace dispositivo di controllo è stato predisposto da Autostrade per tutelare l’incolumità degli utenti della strada nemmeno dopo il precedente decreto di sequestro preventivo del 30.4.2019».

La fonte ha precisato che il «nuovo corso aziendale» ha optato per le sostituzioni, anche per superare questa «fase di stallo». […]

Qui l’articolo integrale https://www.wordnews.it/autostrade-abruzzesi-il-problema-e-il-traffico-probabilmente-non-il-primo

Nel secondo articolo si dà conto anche di ulteriori vicende e sviluppi a partire da quanto emerso nell’ambito del contenzioso su un accesso agli atti promosso dallo storico ambientalista abruzzese Augusto De Sanctis sullo stato dei viadotti e delle gallerie nei tratti autostradali gestiti da Autostrade per l’Italia, Strada dei Parchi e Tangenziale di Napoli.

Qui l’articolo integrale https://www.wordnews.it/autostrade-abruzzesi-tra-caos-traffico-e-nuovi-filoni-nei-tribunali

Rispetto a tre anni fa due delle gestioni hanno avuto cambiamenti. Autostrade per l’Italia è oggi di proprietà di una società controllata da Cassa Depositi e Prestiti e due fondi internazionali. Il governo Draghi aveva stabilito anche la fine della gestione di Strada dei Parchi sui due tratti autostradali tra Abruzzo e Roma gestiti dalla controllata del gruppo Toto.

Ma su questo, ormai dal luglio scorso, tra un rinvio e l’altro, continua a pendere il ricorso della società.

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