Intervista al fumettista Franco Sacchetti di Linda Maggiori sul più «devastante spettacolo dopo il Big Bang»/2

Altri non l’hanno pubblicata, noi lo facciamo. Perché nella libertà di stampa crediamo realmente e la pratichiamo ogni giorno

Intervista al fumettista Franco Sacchetti di Linda Maggiori sul più «devastante spettacolo dopo il Big Bang»/2

Siamo nati perché crediamo in un giornalismo libero, indipendente, che non è sottoposto a censure o “interessi”. Non ci accontentiamo della mediocrità delle celebrazioni e della retorica, delle commemorazioni e delle alte proclamazioni. La verità e il giornalismo vanno militati scrisse qualcuno, vanno concretamente praticati e non solo declamati. Noi cerchiamo di farlo ogni giorno, realmente, ogni volta che possiamo.

 

Quest’intervista è stata rifiutata, considerata non interessante (scomoda e dava fastidio? A chi e perché?).

 

Noi, credendo, praticando e militando che la “stampa non può essere sottoposta a censura”, che la “libertà di stampa” esiste e va costruita e realizzata la pubblichiamo. Ognuno legga, approfondisca e si crei un pensiero. La pubblichiamo nel pieno rispetto della libertà di espressione dell’autrice, la giornalista indipendente Linda Maggiori, e dell’intervistato, il fumettista vastese Franco Sacchetti.

 

LA PRIMA PARTE DELL'INTERVISTA 

 

Anche quest'anno il greenwashing la farà da padrone?

Assolutamente sì, e infatti la cosa grave non è solo l'impatto enorme di ogni concerto, che devasta ogni residuo di naturalità, ma anche l'aspetto diseducativo. I danni collaterali sono di ordine culturale, sociopolitico. Si tratta di un precedente, che altri hanno iniziato ad imitare, in nome di una concezione riduttiva della natura, che non rappresenterebbe un valore in sé, ma avrebbe bisogno di essere valorizzata a fini turistici e ludici dalle attività umane. Il Jova beach Party ha avuto l'effetto di un decreto Sblocca Spiagge sancito dal potere mediatico. Le feste sulla spiaggia, i mega concerti in luoghi fragili e naturali, stanno diventando la normalità. Basti pensare al raccapricciante Sax on the beach del 2020, nel cuore della Riserva di Punta Aderci di Vasto, o al Beach Arena di Rimini, e tanti altri. Ci troviamo in un momento drammatico di crisi ambientale, abbiamo bisogno di messaggi chiari e atteggiamenti per nulla ambigui, abbiamo bisogno di ecologia profonda, radicalismo, e invece qui si fa dell'ambientalismo uno spettacolo, si dice ai ragazzi che per proteggere la natura è consentito organizzare grandi eventi sulla spiaggia, o in Riserve naturali, senza alcun dovere di conoscenza e di rispetto degli esseri viventi che popolano quello specifico ecosistema, e per lavarsi la coscienza si fa la differenziata e si raccolgono rifiuti, o si lanciano presunti messaggi di sensibilizzazione. Quest'anno si millanta, con il Tour, la più grande mobilitazione per la tutela e la salvaguardia della natura nel nostro paese, insieme con Intesa San Paolo, banca che finanzia il fossile. Ma a ben guardare fra le cifre della presunta bonifica ambientale, presentate ingannevolmente in metri quadri, si tratta di un risarcimento ben misero rispetto ai danni creati dallo stesso Tour.

Si vuole far passare il messaggio che in fondo è consentito sacrificare qualche nido di Fratino o Caretta, qualche residuo di naturalità, se in cambio ci si impegna in una “grande” azione, soprattutto mediatica, per l'ambiente. Così si mandano in fumo decenni di sforzi di educazione ambientale, contro l'uso improprio delle spiagge e dei luoghi naturali. Si vuole far credere ai ragazzi, magari proprio a quei ragazzi che hanno ascoltato Greta, che si possa "amare" l'ambiente in astratto, senza conoscere l'abc della biodiversità.

 

 

Ben due associazioni ambientaliste (Fiab e WWF) danno il loro logo e supporto...

Con Jovanotti il fenomeno del greenwashing ha raggiunto l'apoteosi. Da ex attivista del WWF sono disgustato. Sempre più si sta affermando un tipo di ambientalismo 2.0 funzionale al sistema capitalista, che fa più danni di quelli che risolve, assegnando bollini green a eventi devastanti come questo e associandosi con aziende impegnate in bieche operazioni di greenwashing. Nel 2019 si è creata una profonda spaccatura nell'ambientalismo italiano, che non si era mai vista storicamente. Spaccature anche interne alle stesse associazioni, tra una dirigenza che aderisce a questa visione di ambientalismo, comodo e servile, e i gruppi locali impegnati sul campo, che lo vivono con estremo disagio, perché ancora praticano un ambientalismo scomodo, una militanza di trincea che difende i presidi naturalistici di un territorio, a cominciare dal Fratino. E difendere i diritti degli specifici esseri viventi di un determinato territorio è sempre d'intralcio ai piani di un capitalismo finto-green che ne reclama l'occupazione totale, a cominciare da spiagge libere, spazi demaniali, aree seminaturali. Basti pensare che le sezioni locali di Fiab Macerata Fermo e WWF Natura Picena, hanno firmato, insieme ad altre 13 associazioni ambientaliste, (TAG "CostaMare di Fermo"), una diffida, al Comune di Fermo, dall'autorizzare i due concerti del Jova Beach Party sulla stessa spiaggia (Casabianca), tale e quale al 2019, anno dal quale, tra l'altro, i fratini in quella spiaggia non nidificano più. Sconcertante pensare che il Comune di Fermo abbia avviato con soldi pubblici un piano di rinaturalizzazione del lido di Casabianca, riconoscendo i danni del Tour 2019, ripiantumando specie rare come il giglio di mare, per farvi un'area protetta, inserita nella rete Natura 2000, e dopo 3 anni permetta ancora a Jovanotti di farne scempio per il divertimento di un giorno, anzi due stavolta.

 

2. continua