Odissea Australiana

25 morti, dieci milioni di ettari in fumo, mezzo miliardo di animali morti. È il bilancio ancora provvisorio del devastante incendio che sta interessando il meraviglioso continente australiano.

Odissea Australiana

di Paolo Scarabeo

Le autorità australiane hanno identificato e denunciato oltre 180 persone sospettate di aver appiccato deliberatamente incendi boschivi. Ventiquattro di esse sono state arrestate dal mese di novembre ad oggi. In particolare 29 incendi sono stati deliberatamente causati nella regione di Shoalhaven, nel sud-est del Nuovo Galles del Sud, in soli tre mesi. Gli arresti sono stati effettuati in relazione a incendi dolosi appiccati nel Nuovo Galles del Sud, a Queensland, Victoria, nell'Australia Meridionale e in Tasmania. Da settembre le fiamme che devastano l’Australia hanno causato almeno 25 vittime. Ora il timore è che due enormi incendi negli altopiani meridionali possano unirsi per diventare un incendio di dimensioni colossali. Sono stati già distrutti oltre 10 milioni di ettari di terreno, pari all’estensione dell’Islanda. I due stati federali maggiormente colpiti sono il Nuovo Galles del Sud e Victoria: nel primo si contano 1.588 case distrutte e 653 danneggiate, nel secondo almeno 450 abitazioni incenerite. E purtroppo i dati sono ancora incompleti. Rispetto a inizio anno, in questi giorni la situazione è lievemente migliorata, grazie alle operazioni di contenimento delle fiamme – in certi casi alte diverse decine di metri – e soprattutto grazie alla pioggia. Ma a cominciare dal fine settimana le piogge finiranno, le temperature torneranno a salire e la situazione potrebbe diventare ancora più grave. Si teme, per esempio, che alcuni dei circa 200 incendi attivi al momento possano unirsi tra loro. Per di più, in Australia, gennaio e febbraio sono i mesi estivi più caldi, in cui le temperature raggiungono i loro massimi: gli incendi potrebbero andare avanti insomma per diverse altre settimane. David Bowman, professore di pirogeografia all’Università della Tasmania e direttore di un centro di ricerca sugli incendi, ha affermato rivista TIME: «L’intensità, la portata, il numero, l’ampiezza geografica, la simultaneità degli incendi e la varietà di ambienti che stanno bruciando sono tutte fuori dall’ordinario. Siamo in stato di guerra». Daniel Andrews, il premier dello stato australiano di Victoria (lo stato di Melbourne), ha detto ad Associated Press: «Non ne siamo per niente usciti. I prossimi giorni, anzi i prossimi mesi, saranno una sfida». L’Australia è formata da sei stati e in ognuno c’è almeno qualche incendio di una certa importanza, ma lo stato più colpito è il Nuovo Galles del Sud: lo stato più popoloso, la cui capitale è Sydney. Nel Nuovo Galles del Sud ci sono più di cento incendi attivi, le case distrutte sono più di 1.500 e gli ettari bruciati quasi cinque milioni. Più in generale, l’area in cui la situazione è più critica è quella che si trova sulla costa sud-orientale, che oltre al Nuovo Galles del Sud riguarda anche gli stati di Victoria e dell’Australia Meridionale, in cui vive la maggior parte degli australiani. Gli incendi di questi mesi non sono per ora i più mortali della storia australiana – nel “Black Saturday“, nel 2009 in Victoria, morirono più di 170 persone – ma secondo diversi parametri stanno avendo un impatto che nessun incendio aveva avuto negli ultimi decenni. Nel Nuovo Galles del Sud il precedente record di ettari bruciati è stato di 3 milioni e mezzo, ma parliamo di praterie e terreni incolti. Ora a bruciare sono soprattutto boschi, ma anche campi e parti di parchi naturali, come nel caso delle Blue Mountains, non lontano da Sydney. Owen Price, professore dell’Università di Wollongong, nel Nuovo Galles del Sud, ha dichiarato al Guardian: «Le grandi stagioni di incendi del passato bruciavano al massimo il 20 per cento dei boschi; questa volta arriveremo quasi al 50 per cento. È un nuovo record sotto ogni punto di vista». In alcuni casi le fiamme hanno raggiunto anche centri abitati, persino nelle periferie di Melbourne e Sydney e della capitale Canberra. In conseguenza degli incendi la qualità dell’aria è notevolmente peggiorata in diverse aree, Sydney compresa, con possibili problemi di salute per chi la respira, e sta succedendo sempre più spesso che ci sia scarsa visibilità (a Melbourne ieri era inferiore a un chilometro), con conseguenti possibili problemi, per esempio, per il trasporto aereo. Oltre alle abitazioni distrutte e alle persone evacuate, ci sono poi i problemi per l’ecosistema, l’allevamento e l’agricoltura. Gravi sono i problemi per l’industria vinicola. È certo che gli incendi stanno avendo e avranno in futuro pesanti ripercussioni per molti animali, anche solo per il fatto che ne stanno distruggendo l’habitat. Torneremo ad analizzare le cause e i problemi di questa meravigliosa terra. Per interrogarci su come e quanto l’uomo stia sconvolgendo per sempre l’equilibrio del pianeta.