3 febbraio 1909: nasce Attilio Barichella

Il marzo ’44 è il mese dei grandi scioperi che paralizzano le grandi città del nord, Milano e la zona di Sesto in primis. Anche Attilio partecipa agli scioperi, motivo per cui, nella notte fra il 27 e il 28, le milizie fasciste bussano alla sua porta: stanno cercando Desiderio, suo fratello, ritenuto fra gli organizzatori dello sciopero.

3 febbraio 1909: nasce Attilio Barichella

Le note biografiche reperibili su Attilio Barichella si limitano quasi esclusivamente al periodo della guerra e della Resistenza. Prima di allora, sappiamo soltanto che Attilio era nato a Piazzola sul Brenta ed era rimasto presto orfano di entrambi i genitori. Lo ritroviamo nel ’44 a Cinisello Balsamo, dove si è probabilmente spostato attirato dalla possibilità di essere assunto in una delle grandi aziende del complesso industriale di Sesto San Giovanni.

Qui Attilio lavora alla Falck Vittoria come aggiustatore, è sposato con Adele Marcolin ed è padre di tre bimbi piccoli: Clara, Claudio e Giancarlo.
Il marzo ’44 è il mese dei grandi scioperi che paralizzano le grandi città del nord, Milano e la zona di Sesto in primis.

Anche Attilio partecipa agli scioperi, motivo per cui, nella notte fra il 27 e il 28, le milizie fasciste bussano alla sua porta: stanno cercando Desiderio, suo fratello, ritenuto fra gli organizzatori dello sciopero, ma non lo trovano, decidendo dunque di ‘ripiegare’ su Attilio, il quale viene arrestato e rinchiuso a Milano, prima a San Fedele e poi a San Vittore. Il 31 marzo Attilio Barichella viene trasferito, sempre all’interno del carcere, da un braccio italiano ad uno sotto controllo tedesco, e ciò significa, nella stragrande maggioranza dei casi, una cosa sola: deportazione.

Trasferito a Bergamo, da qui è deportato il 5 aprile verso Mauthausen, dov’è immatricolato con il numero 61553.

Di Attilio si perdono nuovamente le tracce. La successiva informazione che ci è giunta su di lui è datata 2 ottobre e proviene dal terribile castello di Hartheim, sede anche della terribile ‘AktionT4’, l’annientamento sistematico dei disabili tedeschi: in quel luogo e in quella data, Attilio Barichella è assassinato. Dopo la guerra, gli sarà riconosciuta per 17 mesi la qualifica di partigiano operante nella cellula comunista di fabbrica.

Per approfondire:

G. Valota
, Dalla fabbrica ai lager. Testimonianze di familiari di deportati politici dall'area industriale di Sesto San Giovanni, Mimesis, ANED; Milano, Udine, 2015.



fonte: ANED - Associazione Nazionale ex Deportati nei Campi nazisti