Noi siamo Patrick

Abbiamo raggiunto al telefono Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

“Sono stata in prigione come lui (...),non sapevamo se preferire essere isolati con la porta chiusa o se meglio aperta, perché da quella porta potevano arrivare notizie agghiaccianti, comandi spaventosi, era la privazione della libertà. Oggi sono una vecchia signora, potrei essere la nonna di Zaki e come tale ho voluto venire a dire la mia parola”.

Queste le parole della senatrice Liliana Segre che ha partecipato, ieri, in Senato alla discussione sulle mozioni per la cittadinanza italiana a Patrick Zaki, studente egiziano all’ateneo di Bologna e attivista per i diritti umani detenuto dal 7 febbraio del 2020.

Oltre 14 mesi in un carcere in Egitto con l’accusa di rovesciamento del regime al potere, come specificato dai suoi legali. La detenzione cautelare potrebbe durare anche due anni e Patrick rischia l’ergastolo.
Finalmente si apre il percorso per attribuire al ricercatore egiziano la cittadinanza italiana. Il Senato si è pronunciato a favore con 208 voti favorevoli e nessun contrario, 33 invece gli astenuti tra i quali tutti i senatori di Fratelli d’Italia.

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LIBERTÀ PER PATRICK