Nubi sulle Acciaierie Ternane

LAVORO. Il problema resta quello occupazionale in una realtà, quella umbra e ternana in particolare già fortemente compromessa da una crisi senza sosta né soluzione.

Nubi sulle Acciaierie Ternane

«Care colleghe e cari colleghi,

come avrete certamente saputo, ThyssenKrupp ha deciso di avviare una nuova focalizzazione del proprio business, con la conseguente riorganizzazione interna, avviando al tempo stesso la ricerca di nuove soluzioni al di fuori di Tk o in partnership, per diverse società del gruppo, tra cui Acciai Speciali Terni. La complicata situazione del mercato mondiale dell’acciaio, si è ulteriormente acutizzata con l’emergenza sanitaria e possiamo riassumerla in pochi dati: calo della produzione in Europa e Nord America pari al 30%, mentre in Italia la riduzione supera il 40% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Una crisi economica per buona parte determinata da una pandemia senza precedenti, che i più qualificati economisti mondiali considerano peggiore di quella del 1929, passata alla storia come ‘la grande crisi’. Per quanto riguarda Ast, al momento abbiamo una sola certezza: verranno valutate tutte le opzioni capaci di garantire crescita e sviluppo a un’azienda come la nostra, che negli ultimi anni ha dimostrato di essere competitiva sul mercato e in grado di migliorarsi costantemente, anno dopo anno. Io, lavorando a contatto con voi, ho potuto apprezzare anche altro: lo spirito di squadra, la volontà di saper essere uniti e solidali, anche nei momenti difficili come quelli vissuti nelle ultime settimane.

Non solo avete seguito tutte le regole comportamentali per tutelare la salute vostra e degli altri appartenenti alla comunità di Acciai Speciali Terni: lo avete fatto rivelando la capacità di essere un corpo unico che mira all’obiettivo con impegno e dedizione. È per questo che, in attesa di conoscere le decisioni del nostro azionista, vi invito a fare tesoro di questi valori, della forza e della determinazione che avete sin qui dimostrato, consapevoli che l’azienda sarà al vostro fianco per trovare la soluzione migliore per tutti noi. Un caro saluto a voi e alle vostre famiglie».

Ecco la lettera che si sono visti recapitare lunedì scorso gli operai e le rappresentanze sindacali dell'Ast di Terni dell’amministratore delegato dall’ Azienda Burelli.

Anni di alti e bassi, cassa integrazione, minacce di licenziamenti, incentivi per lasciare Ast. Poi la crisi, il mercato, ora il Covid. E sì, perché in piena pandemia i cancelli di Viale Brin si sono riaperti al grido “perderemo quote di mercato restando chiusi", creando malumori e timori per la sicurezza dei lavoratori e della comunità intera. A distanza di pochi giorni invece tornano nubi pesanti sulla più grande realtà industriale del territorio, tanto che si legge ancora:

Thyssenkrupp è alla ricerca di partnership o di una vendita.

ricerca di soluzioni nuove e più solide al di fuori di Tk o in partnership, per diverse società del gruppo ed impianti di produzione in diversi paesi, tra cui Acciai Speciali Terni.

I sindacati già sul piede di guerra ancora una volta in difesa del sito industriale più volte sotto attacco da troppo tempo oramai. 
Vendita? Cessione?

Il problema resta quello occupazionale in una realtà, quella umbra e ternana in particolare già fortemente compromessa da una crisi senza sosta oramai né soluzione.
 

Scrivono  i sindacati:
“Ribadiamo la strategicità del sito e delle sue produzioni a livello territoriale, regionale e nazionale che l’emergenza sanitaria ha evidenziato ancora con più forza e, come sottoscritto in sede ministeriale lo scorso settembre 2019, è urgente che il dossier Ast Terni venga ripreso da tutti i tavoli istituzionali ai vari livelli. Nelle prossime ore metteremo in campo tutte le azioni possibili per salvaguardare il futuro industriale e occupazionale”.

Con la sempre più chiara necessità di portare la questione sui tavoli istituzionali di ogni livello. Aspetto ribadito anche dal sindaco Latini che si dice preoccupato per questa nuova fase del sito aziendale, da sempre essenziale per l'economia del territorio e del tessuto economico.

Si apre, quindi, un nuovo periodo di tensione ed incertezza per Terni e l’Umbria, una nuova fase che come spesso è accaduto negli anni mette ancora una volta al centro le contrapposte posizioni tra dura legge del mercato e la vita reale della forza lavori nel suo complesso. 

Auspichiamo la migliore delle soluzioni con una gestione che metta al centro la tenuta occupazionale e tenga finalmente  in considerazione una nuova e non più rinviabile attenzione al fattore ambientale, altra questione per troppo tempo rinviata.